24 marzo 2007

Tai Ping Hou Kui "Cha Wang" - Tè delle Scimmie

A volte si rimane senza parole... Alla fine sono riuscito ad averlo in carta nella sua miglior selezione. Ne avevo assaggiato di quello normale e lo avevo trovato splendido, il ventaglio olfattivo (vabbè dai permettetemi ogni tanto di tirare fuori i paroloni tanto cari ai sommelier) era ampissimo, la foglia aveva un colore verde intenso e si vedeva questa particolare lavorazione. Lo avevo conosciuto anche come tè delle scimmie anche se oramai dubito proprio che venga prodotto con piante selvatiche. Alla fine i miei fornitori di Anhui ( la sua zona di origine) mi hanno inviato questo "cru". Prodotto nel villaggio di Hou Keng, questa selezione viene definita Cha Wuang (re dei tè) prodotta completamente grazie alle mani di sapienti operai, il verde è molto più intenso rispetto alla versione normale, ragiunge tonalità smeraldo, la foglia, sarebbe meglio dire le foglie perchè si presentano spesso ancora attaccate a gruppi di due o tre compresa la gemma, sono molto grandi (tipico di questa verietà di pianta) e appiattite tanto integre da poter vedere il segno della gratella sulla quale vengono schiacciate. Il liquore prodotto ( il tè) ha tonalità verdi con riflessi tendenti al giallo, il profumo è inebriante e delicato, ricorda gli aromi degli alpeggi, erbe aromatiche e foraggio, in bocca si avvertono anche i fiori sui quali spicca l'orchidea. E' un tè molto voluminoso e leggero, per raggiungere i fatidici 3 grammi per 0,3l di acqua occorrono almeno 2 cucchiai da minestra anche se la conformazione delle foglie non rende di certo agevole usare cucchiai o simili, meglio "farci" l'occhio e versare direttamente dalla bustina o usando un foglio di carta come imbuto.
Dimenticavo è uno dei 10 tè più importanti della Cina.

1 commento:

Gabriella ha detto...

Ho avuto modo di assaggiare il tè in questione, regalatomi dalla sorella del cuore di passaggio a Roma (che avevo indirizzato a Bibliotèq). La sorpresa è iniziata dall'apertura del sacchetto: non avevo ancora visto un tè simile...e un po' di esperienza ormai posso dire di averla. Poi me lo sono preparato utilizzando per la degustazione appositamente, in onore della qualità, la tazza di porcellana più fine che possiedo, rigorosamente bianca, ovvio. Il colore trasparente, tendente al verde, già mi faceva pregustare la leggerezza. Non sono una degustatrice professionista e quindi non ho la terminologia adeguata, ma i sentori delicati li definirei quasi un Pai mu tan con un sottofondo di Gyokuro: un perfetto equilibrio per il mio palato, soprattutto alla prima infusione.
Grazie Claudio per aver consigliato questo tè a mia sorella.
Cordiali saluti.

Gabriella